“Purtroppo è morto”. Tragedia in Italia, una vicenda terribile: cosa ha fatto poco prima di morire

Una serata trascorsa con gli amici lungo il torrente Chisone si è trasformata in una tragedia a Pinerolo, nel Torinese. Pasquale Sarli, 17 anni, residente a Porte, era in compagnia di alcuni coetanei nella zona del corso d’acqua quando, nel tardo pomeriggio di lunedì 1° giugno 2026, la situazione è precipitata in pochi istanti.

Secondo quanto ricostruito, il ragazzo si trovava su una roccia vicino alla riva insieme agli amici. A un certo punto è sceso in acqua, ma ha perso l’equilibrio ed è scivolato nel torrente. La corrente, particolarmente forte in quel tratto, lo ha trascinato via prima che chi era con lui riuscisse a riportarlo a riva. La Stampa riporta il racconto di un amico, che ha descritto quei momenti concitati: “Abbiamo cercato di prenderlo, ma la corrente era fortissima”, ha detto.

La dinamica dell’accaduto si è chiarita nelle ore successive, mentre nella zona prendevano avvio le ricerche. Stando a quanto riportato da La Repubblica, il giovane sarebbe entrato in acqua per tentare di recuperare un oggetto finito nel torrente: “Voleva recuperare una ciabatta”, si legge nella ricostruzione del quotidiano.

L’allarme ha fatto scattare un ampio intervento di soccorso. Le squadre dei vigili del fuoco di Pinerolo hanno iniziato a perlustrare il Chisone, affiancate dal Nucleo Saf, speleo alpino fluviale, di Torino. Nelle operazioni sono stati coinvolti anche i sommozzatori elitrasportati dal Drago del Reparto Volo Piemonte, il Nucleo Cinofili Vvf Regionale e il Soccorso Alpino.

Per ore i soccorritori hanno seguito il corso del torrente, concentrandosi sui punti più difficili e pericolosi. La forza dell’acqua e la conformazione del tratto hanno reso le operazioni particolarmente complesse, mentre amici, familiari e residenti attendevano notizie in un clima di crescente apprensione.

Solo dopo le 21 è arrivato l’esito più doloroso. Il corpo senza vita di Pasquale Sarli è stato individuato e recuperato in un punto insidioso del torrente, a circa 600 metri a valle del Ponte San Martino. La corrente lo aveva trascinato lontano dal luogo in cui era stato visto per l’ultima volta.

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La notizia ha scosso profondamente la comunità di Porte, dove il ragazzo viveva. Sul dramma è intervenuto anche il sindaco Simone Gay, che ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità dell’area in cui si è consumata la tragedia: “È il gorgo della Malanna, un tratto pericoloso”, ha ricordato il primo cittadino.

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