C’è una nuova intercettazione che accende nuovi interrogativi sul delitto di Garlasco. Al centro dell’attenzione finiscono ancora una volta Andrea Sempio e la sua famiglia,
mentre la Procura di Pavia continua a raccogliere elementi nell’ambito della nuova inchiesta. A colpire è soprattutto una rivelazione del padre di Sempio sul caso del Dna di Alberto Stasi, mai trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Una conversazione privata che padre e figlio ritenevano riservata, ma che sarebbe stata registrata da una microspia installata dagli investigatori.
L’audio è stato trasmesso durante l’ultima puntata di Quarto Grado, andata in onda il 29 maggio su Rete 4. Si tratta di una delle numerose intercettazioni ambientali raccolte dagli inquirenti e finite agli atti dell’indagine. Nel dialogo emerge il ragionamento del padre di Andrea Sempio sul mancato ritrovamento del Dna di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Una riflessione che, secondo gli investigatori, potrebbe offrire nuovi spunti interpretativi sul caso.
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La conversazione risale al 3 novembre 2025. Giuseppe Sempio apre il confronto con il figlio dicendo: “Ha detto una cosa basilare, che stanno dicendo tutti praticamente, alla fine, no? Stasi è rimasto in casa fino a sera a mangiare la pizza, giorni prima si sono frequentati e non c’è il DNA di Stasi, ti sembra logico? Cioè questo qua ha fatto cinque o sei giorni con lei in casa, a fare e disfare quello che vuoi, non c’è il DNA. C’è un DNA solo, non ha una logica questa cosa qua. Il punto è che non ci sia il DNA di Stasi, quindi, quindi che cosa ne consegue al fatto che non sia stato trovato il DNA di Stasi? Ne consegue che secondo me hanno fatto di tutto per poter arrestare questo qua. Secondo me quello che ha fatto le indagini sapevano già che questo si piglia poco perché se andiamo avanti.. E allora che cosa è successo? Che qualcuno ha fatto una magagna, una bella magagna”.

Andrea Sempio replica prendendo le distanze da questa interpretazione: “Siamo nei complotti, sì siamo nelle robe. E allora porta una prova. No, le sue impronte in casa ci sono, tra le 60 impronte ci sono le impronte di Stasi. E’ stato anche condannato per le impronte”. Il padre però insiste sulla sua lettura della vicenda e torna sul tema delle tracce biologiche, sostenendo che l’assenza del Dna del fidanzato della vittima sarebbe un elemento difficile da spiegare.

Nel prosieguo della conversazione Giuseppe Sempio aggiunge: “Vabbè, ho capito, ma guarda che anche se fosse, anche se trovassero il DNA è normale perché è il suo fidanzato. Siccome non c’è ed è il suo fidanzato è peggio”. A quel punto Andrea prova a spiegare quale sarebbe invece la ricostruzione sostenuta dagli investigatori: “Io sto dicendo, il fatto che non ci sia che cosa significa? Perché la loro risposta è, è l’ultima persona con cui si è toccata è Sempio, quindi le è rimasto il DNA di Sempio. Perché le è rimasto il DNA di Sempio e non quello di Stasi? Perché l’ultima volta ha toccato Sempio e non Stasi, questa è la loro tesi”.
Nella stessa puntata è stato ricordato anche un altro dialogo intercettato tra i genitori di Andrea Sempio, quello relativo al famoso scontrino del parcheggio di Vigevano. In quell’occasione il padre avrebbe detto alla moglie: “Lo scontrino lo hai fatto tu”. Un passaggio che gli investigatori ritengono potenzialmente rilevante perché potrebbe incidere sulla ricostruzione dell’alibi fornito da Andrea Sempio per la mattina del delitto.
La trasmissione ha inserito questi audio all’interno di un più ampio quadro investigativo che comprende le discussioni familiari sulle tracce biologiche, sugli orari, sugli spostamenti e sulla posizione di Alberto Stasi. Per la Procura si tratta di elementi da valutare insieme agli altri dati raccolti nel corso dell’inchiesta. La difesa di Sempio, invece, contesta con forza la lettura accusatoria di queste conversazioni, sostenendo che si tratti di semplici commenti privati alle notizie e agli atti processuali.
La diffusione delle intercettazioni ha inevitabilmente alimentato nuove polemiche e riacceso il confronto mediatico sul caso Garlasco. Da una parte la Procura di Pavia continua a lavorare per ricostruire in modo completo e scientificamente fondato quanto accaduto il 13 agosto 2007; dall’altra la famiglia Sempio continua a ribadire l’assoluta innocenza di Andrea. Un confronto che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a produrre nuovi sviluppi e nuove discussioni.
